Incontro conferenza 10 marzo 2021

Alcune riflessioni su: amiamo noi stessi.

Queste riflessioni, derivate dalle meditazioni in questo tempo, potranno apparirvi un po’ slegate. Vi invito a non badare tanto all’aspetto logico-razionale, quanto alla risonanza che queste parole potranno suscitare in voi

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S. Paolo nella lettera ai tessalonicesi dice molto chiaramente che noi abbiamo tre corpi: quello fisico, l’anima ed il corpo spirituale. Quindi noi siamo esseri multidimensionali ed in ogni momento noi siamo in tutte e tre queste dimensioni, anche se per la maggior parte del tempo siamo coscienti unicamente della nostra dimensione fisica.

Amarsi significa accettare questa realtà di essere multidimensionale ed orientarsi a raggiungere la più vera profonda e primaria dimensione del nostro essere: cioè il corpo spirituale.

Gesù ha sempre parlato di sé come del figlio dell’uomo,per sottolineare che tutto quel che diceva e faceva lo faceva in quanto essere umano in carne ed ossa.

Matteo 16” i n quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremia o qualcuno dei profeti». Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».

La parola cristo significa “unto da Dio” e trova la sua origine nell’usanza nel vecchio testamento secondo la quale  l’Unzione del Signore era riservata al Sommo sacerdote, ai Re di Israele ed ai loro profeti.

Quindi la parola cristo indica colui che è colmo della regalità del divino  e questa regalità si manifesta in un corpo umano.

Ma questa volta Gesù conferma l’affermazione di Pietro che Egli è il figlio del Dio vivente.

Ma ognuno di noi è “figlio di Dio”, cioè ognuno di noi ha un corpo spirituale direttamente derivato, “ereditato” da quella realtà che chiamiamo Dio, SE’ Supremo, Energia creatrice, Suprema Coscienza Universale  o qualunque altro nome si usi .

Amare se stessi significa impegnarsi per raggiungere questa dimensione e vivere secondo i principi di questa dimensione del corpo spirituale.

Dice ancora Gesù  (Gv 14, 12-17)

Durante l’ultima cena, Gesù disse ai suoi discepoli: “In verità, in verità vi dico: anche chi crede in me compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi.

Cioè chiunque raggiunga la piena consapevolezza della propria dimensione di corpo spirituale può vivere nella realtà fisica secondo i principi della Suprema Coscienza dell’Essere.

Solo in questa consapevolezza si può vivere in pienezza quello che viene chiamato “Amore Incondizionato”.Ma l’Amore incondizionato contiene in sé una dualità, che però non è di tipo oppositivo come avviene per le dualità della realtà fisica di 3a dimensione in cui ci troviamo. La dualità dell’amore incondizionato è i tipo integrativo, cioè sono assolutamente inscindibili l’una dall’altra e si integrano fra di loro nel formare l’uno dell’amore incondizionato. Queste due componenti sono : Accoglienza e Donazione.

Nel mondo fisico possiamo donare solo ciò che abbiamo. Nel mondo energetico/ spirituale possiamo donare solo ciò di cui è colmo il nostro cuore. Inoltre la donazione avviene sempre come conseguenza di un’accoglienza di un bisogno, di una necessità, che sia o meno espressa a chiare lettere.

Lavorare per giungere ad una consapevolezza del proprio corpo spirituale significa amarsi, cioè riconoscere questa necessità ed aprirsi alla accoglienza di questa realtà sapendo che è questa dimensione che guiderà la nostra trasformazione, che per noi sarà un dono.

Eppure le catene che ci vincolano ai principi di questa realtà fisica sembrano legarci indefinitamente ed irrimediabilmente ad un determinismo del nostro modo di essere , che noi chiamiamo carattere, personalità, realtà psicologica ecc.

Queste sono il frutto di tutti i traumi, le ferite, le limitazioni, gli obblighi, gli ostacoli, le imposizioni che abbiamo subito in questa nostra vita ed in quelle precedenti.

A livello energetico tutto ciò è registrato in quella che viene chiamata “ memoria akashica”. Esiste una memoria akashica di ogni cosa. Esiste una memoria akaschica personale di questa e delle precedenti vite, ma anche una memoria akashica familiare, della Campania, dell’Italia, dell’ Europa, di tutto il pianeta terra e di tutti i pianeti, del sistema solare ecc.

E tutto ciò influenza il modo di essere di ognuno di noi. Ma la memoria akaschica è anche lo spazio quantico delle infinite possibilità di eliminazione di tutti i vincoli e limiti, di cambiamento e di creazione di una nuova realtà.

Nel mondo fisico tutto ciò ha un nome : DNA.

Attraverso il DNA ereditiamo non solo i caratteri fisici de nostri ascendenti, ma anche l’imprinting di tutte le loro difficoltà limiti,imposizioni, limitazioni e ferite che hanno subito.

Ma il DNA è anche lo spazio delle infinite possibilità.

E’ ormai accertato che conosciamo solo il 5% di tutto il DNA , cioè quello legato alla trasmissione ereditaria dei caratteri fisici. Gli scienziati chiamano DNA spazzatura tutto il resto, ma in natura non esiste alcunché che non abbia un senso e sia quindi inutile e da buttare.

E’ ormai accertato anche che noi abbiamo tre DNA, chiamati A, B e Z.

DNA A : è quello che ereditiamo dai nostri ascendenti.

DNA B : è quello che noi formiamo nella nostra vita sulla base delle nostre esperienze.

DNA Z : è un Dna che esiste in pezzi non assemblati : rappresenta in qualche modo il futuro, dato che dipende da noi, dai nostri più intimi modi del nostro essere il come verrà assemblato. E’ ,insomma, lo spazio delle infinite possibilità.

In fin dei conti se oggi siamo riuniti in questo cammino di ricerca in noi stessi  è anche perché i nostri ascendenti , creando un nuovo DNA, ci hanno trasmesso in eredità anche questa spinta, questo desiderio di diversa realizzazione..

E di questo dobbiamo essere grati.

Se vogliamo, possiamo continuare in questo nostro cammino chiedendo la guarigione, la eliminazione di tutti i limiti ed opposizioni alla creazione di una personale nuova realtà, lasciando al corpo spirituale le scelte dei modi e tempi di volta in volta più opportuni per ciascuno di noi .

Questo possiamo farlo con una meditazione preceduta da queste intenzioni:

  • Tutte le energie per la eliminazione di tutti i limiti , le ferite, i blocchi, gli obblighi, le imposizioni e le difficoltà, delle vite personali e di tutti gli ascendenti, che limitano il mio cammino evolutivo verso la pena  totale manifestazione del mio vero Essere.
  •  Tutte le energie per la apertura alla dimensione delle infinite possibilità e per la accettazione delle manifestazioni delle scelte che il mio corpo spirituale riterrà più opportune nel corso della mia vita.

ripeterò queste intenzioni  subito prima dell’inizio della meditazione , molto lentamente, e voi le ripeterete man mano , a voce alta o con voce interiore

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vi invito come sempre a perseverare nella meditazione il più frequentemente possibile, secondo i tempi di ciascuno: è vero che tutto è sempre possibile, ma in genere questi processi richiedono tempo.

Processo al termine della meditazione:

portare le mani giunte sulla sommità del capo, sopra il 7° chakra e quindi farle scendere lentamente sulla linea mediana anteriore del corpo passando lungo tutti i chakra sin al pube, dicendo: tutto quello di cui sono diventato consapevole si integri in tutto il mio essere

quindi allargare le braccia e portarle sul proprio cuore dicendo: e  riempia il mio cuore e la mia anima portare lentamente le braccia in avanti allargandole in un gesto di donazione, dicendo sino a traboccarne per essere donato a tutti coloro che possono e vogliono sentirmi e percepirmi,riportare le mani sul cuore dicendo perché siamo tutti una sola cosa .

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